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Barletta: tappa conclusiva del tour #GiuLeManiDalNostroMare

Il 30 Agosto scorso si è svolto presso il Lungomare Pietro Mennea di Barletta l’evento del Movimento 5 Stelle “Giù le mani dal nostro mare” contro l’art.38 del Decreto Sblocca Italia prodotto dal Governo Renzi che, dando il via libera alle trivellazioni nel Mar Adriatico e Mar Ionio, definisce una politica energetica basata ancora sulla ostinata ricerca di combustibili fossili.
Tra le società autorizzate nel mare Ionio e Adriatico, infatti, ci sono Enel, Longanesi Developments, Petroleum Geo-services, Asia Pacific PTE.ltd e Northern Petroleum.
La tappa di Barletta, ultima di una lunga serie che ha unito diverse città di ben 4 regioni: Calabria, Sicilia, Basilicata e Puglia, ha visto la partecipazione dei portavoce alla Camera dei Deputati L’Abbate e Brescia, il portavoce al Senato Ciampolillo e i Consiglieri Regionali della Regione Puglia Guarini e Di Bari, i quali hanno informato i numerosi bagnanti accorsi circa i rischi connessi alle prospezioni e seguenti trivellazioni.
L’Air-Gun, con il quale si attuano le prospezioni, è il mezzo che, attraverso bolle d’aria sparate ad altissima pressione sul fondo marino, serve a individuare la presenza di giacimenti petroliferi. Inevitabile il forte impatto ambientale su flora e fauna marina. Quest’ultima esposta a spiaggiamenti e disorientamenti per lesioni all’udito. Una volta trovati gli idrocarburi, si passa all’estrazione (trivellazione) senza necessità di ulteriori istanze.
La beffa è che la quota di petrolio da possibili estrazioni a mare è ridicola: dai dati del Ministero dello sviluppo economico ricaviamo che le riserve certe o probabili ci garantirebbero un’autonomia di 3, 5 anni per il petrolio e meno di 2 anni per il gas. Il petrolio eventualmente estratto sarebbe oltretutto di bassa qualità e talmente impuro da doverlo trasportare altrove per la lavorazione dopo averlo desolforato in loco e stoccato su una nave. Tutto questo senza valutare il pericolo d’incidenti e scoppi con sversamento in mare di materiale.
Si comprende facilmente quali possano essere i possibili effetti devastanti non solo per l’industria del turismo pugliese, ma soprattutto per la salute dei cittadini.
Contrari a tutto quanto l’art.38 del Decreto Sblocca Italia sancisce, ravvisiamo la necessità di un cambiamento di rotta che orienti la politica energetica verso forme virtuose di energia pulita con zero emissioni e zero impatto ambientale.