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L’annus horribilis della politica barlettana

Ogni fine anno, si sa, è tempo di bilanci: un periodo nel quale si tirano le somme sull’attività svolta per constatare se i buoni propositi dell’anno appena trascorso sono rimasti nelle intenzioni di chi li ha pronunciati o si sono trasformati in fatti, opere e azioni, ed anche a noi del gruppo Attivisti 5 Stelle Barletta pare opportuno fare una seria riflessione di carattere generale sulla situazione della nostra città.

Molto è stato scritto sull’operato del Sindaco e della sua Giunta: da sinistra a destra non è passato giorno senza che si levasse un grido di protesta dalle pagine dei giornali, dai profili dei social network o dai siti web della stampa locale.

Ma per tutto l’anno appena trascorso è stato il Consiglio Comunale a dare l’immagine più meschina di sé: un’assemblea che mai si è dimostrata all’altezza del compito affidatole dai cittadini e alla prova dei fatti è risultata inadeguata nell’interpretare gli interessi generali della Comunità. Agli occhi di noi cittadini infatti troppo spesso l’assise comunale si è trasformata in un luogo in cui misurare rapporti di forza tra l’Amministrazione e la maggioranza ma anche tra le diverse correnti che al proprio interno animano tutti i gruppi politici. Lunghe ore perse a parlare del niente, a denigrare l’avversario politico o nel chiedere le dimissioni del sindaco, il leitmotiv di questo 2016. Tutto per distrarre la popolazione da quanto accadeva all’interno dei partiti: lotte intestine che hanno fatto emergere chiaramente la totale inettitudine dell’attuale classe politica locale al governo della città.

Sinistra (dis)Unita è uscita ridimensionata dal rimpasto di Giunta a cui la maggioranza ha costretto il sindaco ad inizio anno, perdendo l’assessore di riferimento. Dai muri della città i manifesti hanno evidenziato una vera a propria scissione interna, in cui nessuna delle due parti è arrivata allo strappo finale nel timore di perdere la propria fetta di quell’elettorato che ancora oggi vota secondo ideologia: così si continua a vivere da mesi come separati in casa.

Restando nella maggioranza, neanche in Area Popolare le cose non vanno meglio: la transfuga Desario, pare non trovarsi a proprio agio nelle fila del suo gruppo consiliare. Le cronache di questi giorni ci raccontano come ormai ci si parli esclusivamente dalle pagine dei giornali: uno scontro che ha portato la consigliera a disconoscere il proprio assessore di riferimento e le idee a cui lei stessa aveva giurato fedeltà; e questo non è di certo una novità per lei…

Ma è il PD che si è dimostrato il più inaffidabile di tutti facendo spesso mancare i propri voti anche in situazioni di particolare interesse per la collettività, mettendo di fatto in stallo un’intera città. Se da una parte l’accoppiata Caracciolo/Mennea sta già tessendo le trame per il dopo Cascella, dall’altra il PD sta perpetrando uno stillicidio programmato e consapevole dell’Amministrazione, non avendo però il coraggio di porre fine ad essa, conscio com’è che i cittadini potrebbero mal digerire la seconda sfiducia consecutiva del partito verso il suo stesso sindaco. Non sappiamo se esista un altro PD alternativo a questo, come qualche consigliere ha ipotizzato, ma sicuramente quello di oggi non può ricandidarsi al governo della città.

Di tutto questo trambusto la minoranza poteva trarne un vantaggio politico non indifferente. Ed invece, in un caldo pomeriggio di Luglio, è avvenuto quello che nessuno si sarebbe mai immaginato: il consigliere Alfarano, ex candidato sindaco (proprio contro Cascella) nonché leader del centrodestra barlettano per quasi vent’anni, con la sua presenza in aula ha consento il mantenimento del numero legale necessario, evitando così lo scioglimento anticipato della consiliatura. E così il centrodestra, dopo la defezione della consigliera Piazzolla, ha perso un altro importante esponente, entrambi oggi parcheggiati nel gruppo misto.

La situazione sarebbe comica se non fosse tragica, se di mezzo non ci fossero le vite e le speranze di tanti cittadini per una città che non decolla nonostante le sue enormi potenzialità soffocate dagli innumerevoli interessi di parte, il cui raggiungimento rappresenta per i nostri amministratori locali l’unico vero obiettivo. Ma noi metteremo sempre i responsabili dinanzi alle loro mancanze, a quello che poteva essere e non è stato, alle loro divisioni, alle loro incoerenze, alle loro promesse mancate. Non è una minaccia: è il nostro buon proposito per l’anno appena iniziato. Tanti auguri Barletta, ne avrai bisogno.

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